8 MARZO. CIBO AL FEMMINILE. Donne che hanno reso grande la cucina. 

Dedichiamo questa giornata a Marietta Sabatini, la cuoca di Pellegrino Artusi.

Si dice che dietro ad un grande uomo, ci sia spesso una grande donna. Nel nostro caso, il celebre personaggio è Pellegrino Artusi, la donna cui oggi vogliamo rendere omaggio, la sua fedele collaboratrice, Assunta Maria Sabatini, meglio nota come MARIETTA. Governante, cameriera, cuoca, assistente: dal 1887 al 1911 fu per Artusi un’insostituibile guida nella sua impresa culinaria ed editoriale. Nata a Massa Cozzile (Pistoia) nel 1860, giovanissima si trasferì a Firenze al servizio di Artusi, che la accolse come una figlia, come lei stessa racconterà. Non esistono foto di Marietta: a noi la libertà di immaginarcela, mentre cucinava, sperimentava, assaggiava le numerose ricette che saranno poi pubblicate ne “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.  Colta, sapeva leggere e scrivere (doti non scontate per una ragazza di umili origini) e desiderosa di apprendere, fu corretta e fedele fino alla morte del suo benefattore, che le lasciò parte dei diritti d’autore del suo celebre libro, assicurandole così una serena vecchiaia.  Morì a 80 anni il 22 dicembre 1940 e venne sepolta nel cimitero di Trespiano a Firenze.

Oggi,  Marietta vive nelle esperienze di cucina domestica che CASA ARTUSI (https://www.casartusi.it/it/) organizza a Forlimpopoli, paese natale di Artusi, grazie alle sapienti mani delle “MARIETTE” (https://www.mariette.it), associazione nata per la valorizzazione e promozione della cucina domestica e delle tradizioni gastronomiche popolari. A Marietta è dedicato anche il “PREMIO MARIETTA” (https://www.festartusiana.it/premio-marietta/), concorso gastronomico organizzato ogni anno dal comune di Forlimpopoli e rivolto a cuochi amatoriali. 

Ma il più grande omaggio lo ricevette dallo stesso Artusi, che le dedicò la ricetta del PANETTONE MARIETTA, perchè come lui stesso scrisse nell’introduzione alla ricetta, “La Marietta è una brava cuoca e tanto buona ed onesta da meritare che io intitoli questo dolce col nome suo, avendolo imparato da lei».

W l’8 marzo! W le donne! W tutte le Mariette del mondo!