WORLD PASTA DAY IS BACK! A COLLOQUIO CON DAVIDE MOROSINOTTO.

In occasione della Fiera del libro di Francoforte abbiamo incontrato Davide Morosinotto, autore di ben 30 libri fantasy per ragazzi (tradotti in sedici lingue) e vincitore di numerosi premi, non solo in Italia ma anche all’estero. Morosinotto non è mai stato un cuoco né un esperto di cucina, ma abbiamo scoperto che nel 2018 ha pubblicato un bellissimo libro sulla pasta CUORE IN PASTA (Vallardi, Milano), una sorta di viaggio sentimentale nell’Italia della pasta fatta in casa. Un viaggio decisamente atipico per la sua produzione letteraria e che ci ha molto incuriosito.

A.I.C.: Com’è accaduto che un autore di libri fantasy per ragazzi, molto noto a livello internazionale, si sia messo a scrivere un libro sulla pasta che, pur essendo scritto in forma romanzata (potremmo quasi definirlo come un romanzo da cucina) in realtà ha per oggetto un tema totalmente estraneo al suo mondo di scrittore?

Morosinotto: Tutto è nato da un’intuizione del nostro gruppo creativo di storytelling. Si decise di scrivere un libro dedicato alla pasta e serviva uno scrittore che vivesse a Bologna. Così mi si chiese di lanciarmi in questo viaggio: un universo gastronomico completamente estraneo al mio mondo di scrittore. Accettai e pensai subito anche da dove iniziare. Ebbi una grande idea: andai a trovare mia nonna e la cosa incredibile è che lei, oltre a darmi la prima ricetta per la pasta fresca, iniziò a raccontarmi una marea di dettagli sulla sua vita a me totalmente sconosciuti. Ne rimasi molto colpito perché improvvisamente mi resi conto di quanto il cibo fosse legato ai ricordi e alle emozioni. Decisi così di incontrare diverse persone che, in qualche modo, avessero a che fare con il mondo della pasta, invitandole a raccontarmi le loro storie e i loro ricordi, legati per l’appunto alla pasta. È iniziata un’avventura interessantissima con testimonianze che vanno dal produttore di grano, a chef stellati, a cuochi di semplici trattorie, a produttori artigianali, a signore che s’incontrano con le vicine per preparare assieme i tortellini.

A.I.C.: Vivendo a Bologna ti sei trovato in effetti in una situazione privilegiata. È noto che l’impasto della pasta fresca a base di acqua e farina sia tutto sommato una realtà universale, un miscuglio noto da sempre a tante popolazioni. Ma la sfoglia (ecco la differenza!) richiede altro. Pensando all’Emilia-Romagna, penso alle ‘zdore, alle sfogline. Qual è l’utensile che maggiormente ti ha incuriosito in questa avventura?

Morosinotto: Beh, la sfoglia è cultura. Occorrono utensili per tirarla e manualità raffinatissima, forza e velocità. Girando per il libro in tantissimi ristoranti, posso dire che nessuno di loro tira più la pasta, anche quelli di alto livello. Tecnici ed esperti mi hanno detto che nessuno ormai si rende conto più realmente della differenza tra la sfoglia tirata a mano e quella a macchina. Per questo motivo mi ha colpito e mi colpisce ancora di più il matterello perché la pasta fresca è un cibo faticoso da fare, un cibo che richiede tempo: vedere i mattarelli scorrere tra le mani delle sfogline con una leggerezza e una velocità impressionante ha un suo fascino e mi emoziona sempre.attarello

A.IC.: Secondo te i giovani italiani oggi, senza i nonni o con i nonni lontani o con genitori che in cucina non hanno tempo, sono consci di questa loro cultura alimentare, di quanta cultura ci sia dietro un piatto di pasta fresca? Come possono essere tramandati questi saperi e sapori di cucina? Come si può ricucire qualcosa che è forse stato interrotto?

Morosinotto: Intanto devo dire che gli italiani hanno un vantaggio rispetto ad altri popoli e ad altre culture. Io ho vissuto molto in giro, anche in Australia per un po’: Iì ci sono case in cui non esiste la cucina, nel senso che un microonde e un bollitore per il caffè sono la cucina. In Italia non esiste una casa senza cucina, non può esserci proprio, per legge. In questo, quindi, siamo fortunati. Poi penso che, paradossalmente, uno dei pochi vantaggi di quello che è successo negli ultimi anni di pandemia, è che moltissimi ragazzi, costretti a stare in casa, hanno cominciato a cucinare. Ne ho conosciuti molti delle scuole medie che hanno imparato a fare il pane e a fare la sfoglia. Credo che i genitori non sapessero più come intrattenerli e così hanno tramandato qualcosa che altrimenti sarebbe andato perso. Ho parlato con molte persone che offrono corsi di cucina a vari livelli e penso che ciò possa essere l’altra cosa utile per riallacciare il filo. La curiosità c’è, ma se non hai in famiglia nessuno che ti possa insegnare, bisogna ricorrere ai corsi. Per esempio a Bologna c’è un‘offerta vastissima, dai corsi professionali a quelli semplicemente amatoriali. Vicino casa mia, c’è un Circolo Arci in cui il giovedì alcune signore si mettono insieme a insegnare come si fa la pasta e si tira la sfoglia.

A.I.C.: Questo mi fa pensare ad un altro dei punti che tu analizzi nel libro, Il discorso che fai quando parli del fare la pasta come qualcosa che ci unisce, che ci avvicina e ci trasmette tradizione e sapere, un cibo che ha un suo valore aggiunto.

Morosinotto: Certo. È così.

A.I.C.: Una domanda personale: quando metti le mani in pasta, qual è il tipo di pasta fresca che preferisci e perché (escludiamo però le tagliatelle perché sei di Bologna)?

Morosinotto: La pasta che facciamo noi in casa, io e la mia compagna che è molto più brava di me, sono dei tortelloni, preferibilmente di pesce, perché mangiamo pochissima carne. Ci piace la pasta ripiena perché necessita molto più tempo. Se la si prepara nello stesso giorno in cui la si mangia, significa investire il pomeriggio: la prepariamo con gli amici, ci si divide i compiti, c’è quello che fa il ripieno, quello che tira la sfoglia, quello che condisce.

A.I.C.: Mi fai venire in mente le immagini di mia madre che con le vicine di casa si passavano dei pomeriggi interi insieme: c’era chi impastava, chi tirava, chi controllava il ripieno, … un incontro, una sorta di unione come dicevamo prima. Ora però ritorno alla prima domanda: hai mai pensato di scrivere un libro fantasy in cui il o la protagonista sia la pasta?

Morosinotto: Allora, nel gruppo di scrittori con cui lavoro uno, Iaccarino, scrive libri per ragazzi dove il cibo è protagonista, gialli e avventure. Io non l’ho mai fatto ma grazie per l‘dea. Ci penserò. Io credo che tra le cose che il capolavoro ad esempio di Harry Potter fa molto molto bene ci sia la descrizione del cibo. È fatta in un modo magnifico. Per il mio lavoro questo l‘ho già fatto, cioè di solito descrivo con attenzione i sapori dei piatti nei libri, sia che siano piatti che so che i nostri lettori conoscono bene, sia che siano cose bizzarre e originali che magari vengono da posti lontanissimi. Questo ti da‘ una sensazione di vero e quindi noi scrittori siamo molto attenti a cosa mettiamo in tavola sulle pagine, dico noi perché è una attenzione nostra, del gruppo con cui lavoro, perché è una cosa collettiva.

A.I.C.: Bene, allora ti salutiamo e se farai un libro fantasy sulla pasta ce lo farai sapere. Pensiamo in modo positivo al futuro e la prossima settimana, in occasione del World Pasta Day, ci metteremo tutti ad impastare. Buon appetito a tutti!

VII SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO

#VIVERE ALL’ITALIANA

SCRIVERE … DI GUSTO … CON GUSTO! SCHREIBEN … ÜBER GESCHMACK … MIT GESCHMACK!

Food writer, food blogger e food influencer. L’interesse per il cibo, degli ultimi tempi, ha dato vita ad una proliferazione di appassionati scrittori di gusto che mangiano per scrivere e scrivono per mangiare! Come si diventa e perché si decide di scrivere di gusto, di cucina, di ricette, d’ingredienti?

A Colonia e Francoforte dialogheremo con la Food-Bloggerin @Ariane Wirth-Piller. Al termine di ciascun incontro sarà possibile, per chi lo desideri, aderire alla proposta di una cena degustazione ispirata ai temi della rassegna, ovvero l’attenzione allo spreco, la convivialità, la sostenibilità e la stagionalità degli alimenti.

Giovedì 17 novembre 2022 alle ore 19 presso Zippiri Gourmetwerkstatt & Weinbar, Köln
Venerdì, 18 Novembre 2022, ore 19:30 InCantina, Frankfurt am Main

Informazioni e prenotazioni: accademiafrancoforte@gmail.com

CINEMA & CUCINA / KINO & KÜCHE

Lunedì, 12 settembre 2022, ore 19:30Montag, 12. September 2022, 19:30

UN OMAGGIO A PIER PAOLO PASOLINI A 100 ANNI DALLA SUA NASCITA
EINE HOMMAGE AN PIER PAOLO PASOLINI zum 100.GEBURTSTAG

Una serata dedicata a PIER PAOLO PASOLINI, all’insegna del cinema, della letteratura e della cucina! Pasolini nasce a Bologna il 5 marzo 1922. La sua attività di poeta, narratore, drammaturgo, regista e saggista lo porterà ad essere considerato una delle più acute e provocatorie intelligenze italiane del dopoguerra. Pasolini fu assassinato a Ostia nel 1975, un delitto che continua ad essere sepolto tra i misteri d’Italia. Nostro ospite sarà Gaetano Biccari, grande conoscitore di Pasolini. Ha curato il saggio Pier Paolo Pasolini in persona. Gespräche und Selbstzeugnisse (Verlag Klaus Wagenbach, 2022), che sarà presentato in apertura e aiuterà ad avvicinarci a questo importante e controverso intellettuale italiano. A seguire, la proiezione in lingua originale (italiano) con i sottotitoli in inglese di LA RICOTTA, il cortometraggio di 35 minuti, realizzato nel 1963 da Per Paolo Pasolini. In esso, ancora una volta, vengono privilegiati gli strati più umili ed emarginati della società, i morti di fame in senso letterale. Il protagonista principale, il povero Stracci, sottoproletario, morirà per un’enorme mangiata di ricotta.

Ein Abend, der PIER PAOLO PASOLINI gewidmet ist, im Zeichen des Films, der Literatur und natürlich der Küche! Pier Paolo Pasolini wurde am 5. März 1922 in Bologna geboren. Durch sein Werk als Lyriker, Erzähler, Dramatiker, Filmemacher und Essayist avancierte er als einer der bedeutendsten und streitbarsten italienischen Intellektuellen der Nachkriegszeit. Pasolini wurde 1975 in Ostia ermordet. Gaetano Biccari, ein großer Pasolini-Kenner, wird an diesem Abend unser Gast sein. Er hat das Buch „Pier Paolo Pasolini in persona. Gespräche und Selbstzeugnisse“ (Verlag Klaus Wagenbach, 2022) verfasst und wird uns diese bedeutende und umstrittenen Persönlichkeit näherbringen. Im Anschluss wird der 1963 von Pier Paolo Pasolini gedrehte Kurzfilm LA RICOTTA (Originalsprache IT/ Untertiteln EN/ Dauer 35 Min.) gezeigt. Darin werden erneut die bescheidensten und marginalisiertesten Schichten der Gesellschaft in Mittelpunkt stehen, die Hungernden. Der Hauptprotagonist, der Statist Stracci, ein Unterproletarier, stirbt an einem riesigen Ricotta-Käse-Essen.
Dove/ Wo: Kino CasaBlanca Art House (Zum Quellenpark 2, 65812 Bad Soden am Taunus)
Entrata/ Eintritt: € 15,–

Iniziativa in lingua italiana e tedesca / Die Veranstaltung findet auf Italienisch und Deutsch statt
Menù degustazione con finger food a base di ricotta / Degustationsmenü mit Ricotta-Fingerfood
Angolo libri / Büchertisch

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria. Acquisto biglietti al seguente Link:
Begrenzte Plätze. Anmeldung erforderlich. Ticketverkauf unter dem folgenden Link: https://www.casablanca-badsoden.de/show/2643942112

Un’iniziativa dell’Accademia Italiana della Cucina Francoforte in collaborazione con il cinema CasaBlanca Art House (Bad Soden)/ Eine Initiative der Accademia Italiana della Cucina Frankfurt in Zusammenarbeit mit dem Kino CasaBlanca Art House (Bad Soden)

SETTE GRADAZIONI DI VERDE

CONVIVIALE ESTIVA

FRANKFURTER GRÜNE SOßE E LA SALSA VERDE NELLA TRADIZIONE REGIONALE ITALIANA

Bagnèt verd, pesto alla genovese, gremolada milanese, salsa di cetrioli freschi, salsa al dragoncello toscana o agli òlaci abbruzzese, zogghiu siciliano e salmuriglio calabrese: sono solo alcune delle numerose salse verdi che arricchiscono i piatti del nostro universo gastronomico regionale. Se alcuni ingredienti costituiscono il comune denominatore (olio e/o aglio), in molte ricette poi s’impone la tipicità locale. Le salse verdi rendono più sfiziosi i primi piatti ma si abbinano anche ai secondi di carne e di pesce o semplicemente ad una fetta di pane abbrustolita. Un universo di verdi gradazioni, di erbette e sapori delicatissimi che si ritrovano soprattutto in primavera ma continuano sino a tutto il periodo estivo.
Vivendo a Francoforte non possiamo ignorare la famosa salsa verde tedesca che pare abbia persino varcato i confini della sua città: la Frankfurter Grüne Soße.

Una passeggiata fra ricette della tradizione e innovazione grazie allo chef Mario Furlanello (Bornheimer Ratskeller, Kettelerallee 72, 60385 Frankfurt-Bornheim).

Quando: mercoledì 22 giugno 2022 – 19:30 social hour / 20:00 cena
Partecipazione: su invito Informazioni: accademiafrancoforte@gmail.com

“Con gusto. Die kulinarische Geschichte der Italiensehnsucht“ (Wagenbach 2021)

A colloquio con/ Im Gespräch mit Prof. DIETER RICHTER

Giovedì 05 Maggio 2022, ore 19:00- 20:00/ Donnerstag, 05 Mai 2022, 19:00

Dieter Richter ci racconta la storia culturale di un incontro: come la cucina italiana abbia valicato le Alpi conquistando magicamente il palato dei tedeschi. Un doppio viaggio che segue prima le coordinate da Nord verso Sud, quando i viaggiatori europei del Grand Tour si riversano nel Bel Paese alla ricerca di una bellezza legata idealmente soprattutto al mondo classico. Il cibo in questa visione non riveste alcuna importanza, anzi, la cucina italiana appariva immangiabile e malsana. Ci volle molto tempo affinché la curiosità trasformasse il gusto estraneo in familiare. Da Sud verso Nord, a partire dal XVIII secolo, i primi commercianti ambulanti portano oltralpe gli agrumi e il gusto agro-dolce; nel secolo successive seguono i gelatieri stagionali, finché, nel XX secolo, la grande emigrazione italiana degli anni ’70 verso la Germania e i ricordi gastronomici dei turisti tedeschi al rientro in patria dall’Adriatico, determinano l’ingresso trionfale di pizza e pasta nei gusti dei tedeschi. Dieter Richter è stato docente di Storia della Letteratura critica presso l’Università di Brema. A partire dagli anni ’90 insegna in varie università italiane come visiting professor. È considerato uno dei massimi conoscitori del nostro paese in Germania. Ha pubblicato numerosi saggi dedicati all’Italia, in particolare al Golfo di Napoli. Vive a Brema e Ravello, è cittadino onorario di Amalfi e nel 2008 ha ricevuto l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Dieter Richter erzählt die Kulturgeschichte einer Begegnung: Wie die italienische Küche die Alpen überquerte und den deutschen Gaumen magisch eroberte. Es handelt sich um eine doppelte Reise, die den Koordinaten von Nord nach Süd folgt und in der Zeit beginnt, als europäische Reisende mit der „Grand Tour“ auf der Suche nach einer Vorstellung von Schönheit nach Italien reisten, die vor allem mit der Welt der Antike zu tun hatte. In der damaligen Vorstellung spielte das Essen noch keine Rolle: die Italienische Küche erschien sogar ungenießbar und ungesund. Es dauerte lange, bis die Neugierde einen fremden Geschmack in einen vertrauten umwandelte. Von Süden nach Norden: Im 18. Jahrhundert waren es die ersten ambulanten Händler, die Zitrusfrüchte und süß-saure Aromen in die Alpenländer brachten; im nächsten Jahrhundert folgten saisonale Eisverkäufer, bis im 20. Jahrhundert die große italienische Auswanderung der 1970er Jahre nach Deutschland und die gastronomischen Erinnerungen deutscher Touristen an der Adria bei ihrer Heimkehr zum Siegeszug von Pizza und Pasta in den deutschen Geschmack führten. Dieter Richter war Dozent für Geschichte der kritischen Literatur an der Universität Bremen. Seit den 1990er Jahren lehrt er als Gastprofessor an verschiedenen italienischen Universitäten. Er gilt als einer der größten Kenner unseres Landes in Deutschland. Er hat zahlreiche Aufsätze über Italien veröffentlicht, insbesondere über den Golf von Neapel. Dieter Richter lebt in Bremen und Ravello, ist Ehrenbürger von Amalfi und erhielt 2008 den Verdienstorden der Italienischen Republik.

Un’iniziativa organizzata dall’Accademia Italiana della Cucina (Delegazione Francoforte) e dalla Deutsch-Italienische Vereinigung e.V. di Francoforte in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia e con il patrocinio del Consolato Generale d’Italia di Francoforte.
Eine Initiative der Accademia Italiana della Cucina (Delegation Frankfurt) und der Deutsch-Italienischen Vereinigung e.V. Frankfurt in Zusammenarbeit mit dem Italienischen Kulturinstitut in Köln und unter der Schirmherrschaft des Italienischen Generalkonsulats Frankfurt.
Si ringraziano  per la collaborazione le casi editrici Laterza e Wagenbach e la libreria Weltenleser di Francoforte.
Evento in lingua tedesca e italiana / Veranstaltung in deutscher und italienischer Sprache Moderazione / Moderation: Dr. Caroline Lüderssen, Dott. Laura Melara-Dürbeck
Dove/Wo: Deutsch-Italienische Vereinigung (Arndt Str. 12, Frankfurt a.M.)
Ingresso libero – Eintritt frei
Iscrizione e informazioni/ Anmeldung und Informationene: accademiafrancoforte@gmail.com

I SAPORI DIMENTICATI

Nascondono un qualcosa di mitico e sanno di favola …. C’era una volta una zuppa di fagioli…. Te la ricordi la frittata di erbe selvatiche? …. Quel succo di melagrana così intenso …. Il mais rosso … la conserva di mele cotogne, la zuppa di pastinaca e ceci o con scorza nera? La pasta e vaianella?

L’elenco degli ingredienti e delle pietanze condannati ad un oblio gastronomico è lunghissimo. Perché alcune preparazioni si sono perse nel corso dei decenni o sono state dimenticate? Le cause sono molteplici. Forse l’approccio gastronomico impostosi sulle tavole degli italiani dagli anni Sessanta in poi, soprattutto nelle aree urbane; forse il boom economico ed il benessere generalizzato hanno comportato anche un’evoluzione (o involuzione?) delle abitudini cucinarie degli italiani, soprattutto là dove queste tradizioni, principalmente legate al mondo contadino e semplice, mal si conciliavano con la nuova immagine di una giovane e dinamica nazione in costante crescita industriale ed economica; forse anche la nuova figura di donna che s’impone, modificando moltissimi aspetti della vita femminile e cambiando, talora totalmente, il comportamento e le abitudini delle donne italiane.

È bastata una generazione (quella del boom economico) per interrompere la trasmissione dei sapori e saperi delle tradizioni gastronomiche regionali e creare un vuoto nel modo di fare cucina nelle case degli italiani. Paradossalmente saranno proprio i giovani cuochi, i moderni chef che, negli ultimi anni, attingendo al sapere tramandato oralmente da generazione in generazione proprio là dove si era interrotto, hanno recuperato piatti e ingredienti caduti nel dimenticatoio, rivalutando la territorialità con una particolare attenzione allo spreco. Un’inversione di trend alla ricerca di cibi più autentici, vicini al passato ed identitari.

Lo scrittore colombiano Héctor Abad Facioline, nel suo meraviglioso Trattato di culinaria per donne tristi afferma che, “A qualsiasi età̀, compresa quella tarda, è possibile far sì che il tempo retroceda. Per farlo bisogna recuperare i gesti del passato; per recuperarli bisogna tornare ai sapori dimenticati dell’infanzia. E i sapori dimenticati dell’infanzia non li dico, perché́ ognuno dimentica e ricorda a modo proprio.”

Ognuno di noi ha una pietanza segreta, un confort food che lo ricongiunge ad un momento di felicità familiare e serena convivialità, in cui la cucina domestica si esprime attraverso pietanze semplici, in perfetto equilibrio con l’ambiente e il territorio.

La nostra Delegazione si è riproposta di recuperare questi sapori dispersi e dimenticati. Come?
Regalateci un vostro ricordo, un vostro sapore passato. Donateci una testimonianza personale con una ricetta preceduta da un’introduzione, una collocazione temporale e famigliare e se riuscite anche una foto: le più interessanti saranno pubblicate sui nostri social e in una raccolta.

Inviate i vostri elaborati a accademiafrancoforte@gmail.com

TEMA DELL’ANNO 2022

LA TAVOLA DEL CONTADINO.
Il campo, il cortile, la stalla nella cucina della tradizione regionale

Scelto dal Centro Studi “Franco Marenghi” e approvato dal Consiglio di Presidenza il tema accademico per l’anno 2022 sarà: LA TAVOLA DEL CONTADINO. Il campo, il cortile, la stalla nella cucina della tradizione regionale.
Un tema vastissimo ed universale con molte sfumature a seconda della regione geografica. Sicuramente una cucina dalle semplici ricette, preparate con i prodotti della terra, dalla trasformazione del latte, dall’utilizzo degli animali da cortile. Frugale nei giorni di lavoro che si arricchisce però nei giorni di festa e nelle ricorrenze agricole.

SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO 2021- 22/26.11.2021

#VIVERE ALL’ITALIANA

LA CULTURA IN CUCINA: PERCORSI GASTRONOMICI SOSTENIBILI 
Videointervista con la Chef CATERINA CERAUDO
giovedì 25/11/21, ore 18.00

Anche quest’anno la nostra Delegazione partecipa attivamente alla VI Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) per promuovere a livello mondiale la cultura del cibo e le tradizioni enogastronomiche italiane, avente quest’anno per tema Tradizione e prospettive della cucina italiana: consapevolezza e valorizzazione della sostenibilità alimentare“. 

Il nostro viaggio in Italia, iniziato qualche mese fa alla scoperta di ristoranti di prestigio, ci porta molto lontano stasera, per approdare in una meravigliosa regione del nostro Sud, che spesso, ed ingiustamente, viene posta nel dimenticatoio: la CALABRIA. La nostra chiacchierata fra terra e mare questa sera si tinge di un colore speciale: green, verde, grün, il colore della sostenibilità. Di questo discorreremo con CATERINA CERAUDO, chef stellato del ristorante Dattilo di Strongoli in provincia di Crotone, definita “la Stella che illumina il cammino verso la Calabria”. Oltre ad avere ricevuto numerosi riconoscimenti e a detenere dal 2012 una stella rossa Michelin, nel 2021 le viene assegnata la seconda stella, precisamente la stella Michelin verde, un prestigioso riconoscimento, istituito di recente, per i ristoratori attivi sul fronte della sostenibilità. Una stella simboleggiata dalla sagoma di un fiore verde a cinque petali, ogni petalo sta ad indicare ciascuna delle nuove categorie valutative. Per questa settimana Caterina Ceraudo ci propone un menù all’insegna della sostenibilità: bottoni, mandorla, n’nduia e buccia di patate, spigola e limone candito, finocchio e limone. C’è un leitmotiv rappresentato dagli agrumi, che in Calabria non sono solo arance, limoni, mandarini e clementine; ci piace infatti ricordare che in Calabria si coltivano alcune fra le qualità più pregiate a livello mondiale di cedro e di bergamotto. Un menù che sarebbe stato molto apprezzato da Johann Wolfgang Goethe. Peccato che nel suo Viaggio in Italia – Die Italienische Reise, alla ricerca della terra dove fioriscono i limoni, non sia passato dalla Calabria.

L’iniziativa si realizza in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia e con il patrocinio dei Consolati Generali d’Italia a Colonia e Francoforte

BUONA VISIONE E BUON APPETITO

VI SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO

#VIVERE ALL’ITALIANA

Tradizione e prospettive della cucina italiana: consapevolezza e valorizzazione della sostenibilità alimentare

CENA DI GALA
25 ANNI DELEGAZIONE A.I.C FRANCOFORTE (1996 – 2021)

PECCATI DI GOLA NELLA DIVINA COMMEDIA

Nell’anno in cui si celebrano i 700 anni della morte di Dante Alighieri a Ravenna nel 1321, si vuole riflettere sull’importanza che il cibo riveste nella Divina Commedia guardando alla figura del Sommo Poeta attraverso il cibo e la convivialità. Un percorso culinario che evidenzia aspetti sulla vita quotidiana di Dante Alighieri che con un semplice accenno o altri indizi ci regala un’inaspettata possibilità di gettare un’occhiata sul modo di vivere suo e del suo tempo.

Lo chef Mario Furlanello ci proporrà un menù sostenibile in sintonia col tema della presente edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, di quattro portate, accompagnamento vini, acqua, caffè e . . . una sorpresa!

Quando: venerdì 26.11.2021, ore 19°°
Luogo: Kitchen-Open-Space, Bornheimer Ratskeller
(Kettelerallee 72, 60385 Frankfurt/M.)
Dress code: elegante casual

Si ricorda che la partecipazione può avvenire nel rispetto delle vigenti norme sanitarie (Covid-19) promulgate dalle autorità nazionali e locali in materia di accesso agli eventi culturali in spazi chiusi.

Posti limitati.
Prenotazione obbligatoria. Ulteriori informazioni: accademiafrancoforte@gmail.com


Parla come mangi …

… Le parole del cibo

Il cibo è da sempre uno dei mezzi più immediati per conoscere a fondo un paese. E’ a tal punto radicato nella cultura che spesso ne influenza anche i modi di dire, i detti e le espressioni colloquiali.
E’ risaputo quanto gli italiani amino parlare di cibo, fuori ma anche e soprattutto durante i pasti: per così dire si nutrono doppiamente.
Numerose le espressioni “appetitose” e „gustose” con le quali è condito il lessico italiano.

La lista dei modi di dire è vastissima, ve li serviremo su un piatto, svelandone il significato… ma attenzione… acqua in bocca … e… non fatevi cogliere in castagna!