Cibo e cucina nellâopera di Grazia Deledda. Letteratura, tradizioni e sapori della Sardegna
Un incontro dedicato alla letteratura e ad una figura femminile di straordinaria importanza nel panorama letterario italiano: Grazia Deledda. SarĂ un viaggio affascinante nel rapporto fra Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere, nel 1926, il Premio Nobel per la Letteratura, e il mondo della cucina. Amante dellâarte culinaria e attenta osservatrice della vita quotidiana, Deledda porta nei suoi romanzi il pane carasau, le seadas, i dolci di mandorla e i prodotti della pastorizia, trasformandoli in espressioni di cultura, memoria e ritualitĂ . Unâoccasione, dunque, per scoprire una Deledda forse meno conosciuta: curiosa delle pratiche quotidiane e delle tecniche di preparazione dei cibi, ma soprattutto profonda interprete del valore simbolico della cucina e del suo legame con la cultura e lâidentitĂ della Sardegna. A guidarci sarĂ Neria De Giovanni, saggista, giornalista e Presidente dellâAssociazione Internazionale dei Critici Letterari (Parigi), tra le massime esperte di Grazia Deledda. Alla scrittrice ha dedicato numerosissimi volumi ed è stata una vera pioniera degli studi sul tema del cibo nella narrativa deleddiana.
PROGRAMMA
- Presentazione del libro Grazia Deledda. Un Nobel in cucina, saggio che analizza le scene culinarie presenti in undici celebri romanzi dellâautrice, tra cui Canne al vento, Cenere ed Elias Portolu.
- Il menu letterario: letture ad alta voce e suggestioni tratte dalle opere di Grazia Deledda.
- I sapori del racconto: una piccola degustazione finale di specialitĂ sarde.
INFO E PRENOTAZIONI
Quando: venerdĂŹ 6 novembre 2026, ore 19:00
Dove: Romanfabrik, Hanauer LandstraĂe 186, 60314 Frankfurt
Lingua: italiano
Moderazione: Cinzia Marongiu & Laura Melara-DĂźrbeck
Ingresso: Soci ⏠15,00 | Non soci ⏠18,00 – Posti limitati â prenotazione obbligatoria: accademiafrancoforte@gmail.com
Lâiniziativa nasce dalla collaborazione con lâAssociazione Culturale Sarda Maria Carta di Francoforte RM e si svolge con il patrocinio del Consolato Generale dâItalia a Francoforte e dellâIstituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna (ISRE).














