L’ANNO CHE SARÀ. Dalle stelle alla tavola, una ricetta per ogni segno zodiacale.
Cosa ci riservano le stelle per il 2025? Perché non scoprire, ad esempio, come si comportano i segni zodiacali a tavola? Esiste una reale connessione tra segni zodiacali e scelte dietetiche? Con l’OROSCOPO-FOOD scopriremo quale sarà il piatto perfetto che accompagnerà ogni segno zodiacale nel 2025 e quali siano le preferenze e le abitudini alimentari che caratterizzano i diversi segni dello zodiaco.
Quando: 22 gennaio 2025 Luogo: La Vecchia Banca, Ludwigstraße 12, Bad Homburg Orario: 19:30
Gli arrosti, gli umidi, i bolliti nella cucina della tradizione regionale
Il tema dell’anno 2025 scelto dal Centro Studi “Franco Marenghi” é dedicato a “Gli arrosti, gli umidi, i bolliti nella cucina della tradizione regionale“. Il tema sará ampiamente trattato e analizzato in tutte le sue sfumature regionali nel nuovo volume della Biblioteca di Cultura Gastronomica e nell’appuntamento annuale della riunione conviviale ecumenica del prossimo 16 ottobre 2025.Das Studienzentrum „Franco Marenghi“ hat für das Jahr 2025 das Schwerpunktthema „Braten, Schmorbraten, Suppenfleisch in der Küche der Regionaltradition“ gewählt. Dieses Thema wird in dem neuen Band der Bibliothek der gastronomischen Kultur sowie beim jährlichen ökumenischen Abendessen am 16. Oktober 2025 umfassend in all seinen regionalen Facetten vorgestellt und analysiert.
Anche i commissari mangiano. La CUCINA PIEMONTESE nei romanzi di DAVIDE LONGO /Auch Kommissare essen. Die PIEMONTESISCHE KÜCHE in den Romanen von DAVIDE LONGO
Davide Longo ci guiderà in un appassionante viaggio attraverso i romanzi della serie che vede protagonisti i commissari Vincenzo Arcadipane e Corso Bramard, tra cui l’ultima uscita in Germania “Am Samstag wird abgerechnet” (Rowohlt, 2024), traduzione di “La vita paga il sabato” (Einaudi, 2022). È ormai universalmente noto che anche i commissari letterati possano essere inguaribili epicurei, quasi volessero sublimare attraverso il cibo lo starsene in mezzo a crimini, furti e delinquenza di genere. A fare da sfondo alle avventure/disavventure di Arcadipane e Bramard è, ovviamente, la cucina piemontese, nella sua anima più naturale, legata alle colline, alle montagne, alla pianura, ai sapori autentici delle semplici osterie. Un cibo che si identifica profondamente con il territorio. Insieme all’autore scopriremo le tracce di questa tradizione che fanno capolino tra le righe, a completare idealmente le ambientazioni brumose dei suoi romanzi.
Davide Longo nimmt uns mit auf eine leidenschaftliche Reise durch die Kriminalromane mit den Kommissaren Vincenzo Arcadipane und Corso Bramard, zu denen auch die deutsche Neuerscheinung “Am Samstag wird abgerechnet” (Rowohlt, 2024) gehört (Übersetzung von “La vita paga il sabato” (Einaudi, 2022). Es ist allgemein bekannt, dass auch literarische Kommissare unverbesserliche Genießer sein können, so als wollten sie mithilfe des guten Essens die Tatsache sublimieren, dass sie sich ständig in einer Welt des Verbrechens aufhalten. Der Hintergrund für die Abenteuer von Arcadipane und Bramard ist natürlich die piemontesische Küche in ihrer ursprünglichsten Form, wie man sie in einfachen Gasthäusern mit authentischen Aromen im Flach-, Hügel- und Bergland der Region Piemont erleben kann. Gemeinsam mit dem Autor wandeln wir auf den Spuren einer zwischen den Zeilen stehenden Tradition, die ideal zu den nebligen Schauplätzen seiner Romane passt.
Davide Longo è nato a Carmagnola nel 1971 e vive a Torino. Insegna presso la Scuola di narrazione Holden. La serie con protagonisti Vincenzo Arcadipane e Corso Bramard, che ha riscosso un grande successo di pubblico e critica, comprende finora Il caso Bramard (Feltrinelli 2014, Einaudi 2021), Le bestie giovani (Feltrinelli 2018 con il titolo Cosí giocano le bestie giovani, Einaudi 2021), Una rabbia semplice (Einaudi 2021), La vita paga il sabato (2022) e Requiem di provincia (2023).Davide Longo, 1971 in Carmagnola im Piemont geboren, lebt in Turin, wo er am Literaturinstitut Scuola Holden unterrichtet. und wurde mehrfach ausgezeichnet. Aus seiner international gefeierten Krimireihe aus dem Piemont erschienen bisher: Der Fall Bramard, Die jungen Bestien, Schlichte Wut sowie Am Samstag wird abgerechnet.
Traduzione consecutiva (DE/IT) / Konsekutive Übersetzung (DE/IT) Quando / Wann: Mercoledì, 20 novembre 2024, ore 19:30/ Mittwoch, 20. November 2024, 19:30 Dove / Wo: Libreria /Buchhandlung Weltenleser (Oeder Weg 40, 60318 Frankfurt/M.) Ingresso libero previa prenotazione/ Freier Eintritt nach vorheriger Anmeldung info@weltenleser.de / Tel +49 (0)69 91 507 210
In collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia e con il patrocinio del Consolato Generale di Francoforte. In Zusammenarbeit mit dem Italienischen Kulturinstitut Köln und unter der Schirmherrschaft des Italienischen Generalkonsulats zu Frankfurt.
Ed eccoci nuovamente giunti alla CENA ECUMENICA! L’incontro più significativo dell’anno accademico. Riuniti intorno al desco per declinare in contemporanea, in tutte, le parti del mondo il tema dell’anno 2024: I fagioli, i ceci e gli altri legumi (piselli, fagiolini, fave, lenticchie) nella cucina della tradizione regionale. Che fortuna essere ospitati per la seconda volta in tale importante occasione dal ristorante TEMPACCIO.Massimo Sparaco (chef e proprietario) del locale e il suo nuovo team hanno perfettamente sviluppato il tema dell’anno in tutte le portate perfettamente abbinate agli altri ingredienti del piatto. Ad iniziare dall’amuese gaulle (in doppia versione per chi non amasse pesci e crostacei) con edamane, per passare all’antipasto, una pasta e fagioli, ovviamente elegantemente rivisitata: siamo certi che il “Mangiatore di fagioli” di Annibale Carracci ne sarebbe stato più che deliziato! Il primo piatto un tortellone con ceci e zucca (un’attenzione anche la stagionalità) e vongole. Il secondo si presenta con una triplice alternativa a seconda dei diversi gusti: sella di capriolo, lenticchie con cavoletti di Bruxelles e tamarindo; dentice, barbabietole al caffè di lupini con purè alle nocciole oppure sformatino di polenta ai porcini e fave. Per arrivare al dolce che non poteva che concludersi con un colletivo Whooho di ammirazione: soufflè al cioccolato con carrube e crema alla vaniglia. Molto armoniosa la proposta dei vini che contemplava Roero Arneis Erbaluce, Nobile di Montepulciano, Barbera e Nebbiolo. Tanti applausi. Un’esperienza memorabile in ogni suo dettaglio: dall’accoglienza cordiale, al servizio attento, alla qualità del cibo, all’atmosfera e all’ambiente: BRAVISSIMI!
EMILIA-ROMAGNA: TRE ANIME UNITE IN “CUCINA” E NON SOLO
Incastonata nell’Italia centro-settentrionale, tra le Alpi e gli Appennini, l’Emilia-Romagna è una regione dai mille volti, dall’anima un po’ appenninica, un po’ padana e un po’ anche mediterranea. C’è un modo speciale per andare alla scoperta di questa regione e dei suoi tesori: seguire il file rouge della Via Emilia, l’antica strada consolare romana che da oltre 2200 anni collega Rimini a Piacenza, dando il nome a parte della regione stessa. Dalla storia e cultura millenaria delle sue città che vantano riconoscimenti UNESCO, alla Riviera Romagnola, con le sue spiagge attrezzate e lo splendido lungomare sino agli scenari incantati dell’Appennino e del Delta del Po. Emilia-Romagna è musica: dai luoghi verdiani e di Arturo Toscanini per gli amanti dell’opera, alle balere della Romagna con il “liscio” alla Casadei sino alle voci contemporanee di Lucio Dalla, Gianni Morandi, Vasco Rossi, Francesco Guccini e tanti altri. Emilia-Romagna è cinema: qui si sono formati alcuni dei migliori cineasti del nostro Paese, come Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Bernardo e Giuseppe Bertolucci, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Pupi Avati. Emilia-Romagna è letteratura. Dante Alighieri, Ludovico Ariosto, Cesare Zavattini, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Tonino Guerra, Giovannino Guareschi, Ermanno Cavazzoni, Loriano Macchiavelli e il suo “giallo bolognese” e tantissimi altri. Una miniera di memorie letterarie, di personaggi, di spunti possibili per itinerari inediti. Emilia-Romagna è cibo. Tra salumi, formaggi, pasta all’uovo e prodotti della terra, la cucina di questo territorio raggiunge alcune delle vette più alte della cultura gastronomica italiana. Dall’Adriatico agli Appennini, passando per la pianura e le città d’arte, sorge il più grande distretto del cibo italiano: la Food Valley, un prestigioso paniere di prodotti della tradizione, protetti dai marchi DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta). Insomma, una regione tutta da scoprire e da assaporare!
L’incontro sarà arricchito da una degustazione di un piatto tipico emiliano-romagnolo, di due vini regionali e una sorpresa culinaria.
Continua la collaborazione della nostra Delegazione con il cinema CasaBlanca Art House di Bad Soden. Flavours of Europe: Film and Food (FEFF), prima rassegna di cinema enogastronomico, che si realizza in occasione della Giornata dell’Europa. Tre le serate, dal 13 al 15 maggio 2024, che vedranno coinvolte altrettanti nazioni europee: Italia, Francia e Spagna. L’Italia avrà l’onore d’inaugurare la rassegna il 13 maggioalle 18.30 con il film di Antonio Padovan „Finché c’è Prosecco c’è speranza”, un giallo del 2017 che vede protagoniste le bollicine del prosecco tra le colline venete di Conegliano e Valdobbiadene, iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale come „paesaggio culturale“.
La proiezione sarà preceduta da un talk con il pubblico che vedrà ospite Cristina Bragaglia, Docente di Storia del Cinema all’Alma Mater di Bologna ed esperta di cinema e cibo, in dialogo con Stefania Di Michele, curatrice della serata, e Laura-Melara Dürbeck, delegata dell’Accademia Italiana della Cucina di Francoforte. Cristina Bragaglia ha tenuto corsi su Media e Cibo in Italia, Spagna e Francia. Ha scritto saggi internazionali sulla relazione tra Cinema, Letteratura e Cibo. Nel 2007 le è stata assegnata dall’Università di Princeton una Faber Lectureship sul cibo nel cinema italiano. Dal 2014 al 2018 ha diretto la rassegna annuale di Culinary Cinema Sequenze di Gola a Bologna.
Si ringrazia Giovo Weine&FeinKost – Königstein per il ricco aperitivo che sarà offerto agli ospiti in apertura di serata … ovviamente … con un calice di prosecco molto speciale!
L’evento nasce dalla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia, il Cinema CasaBlanca Arthouse di Bad Soden ed ha il Patrocinio del Consolato Generale d’Italia di Francoforte sul Meno.
«Settembre, andiamo. È tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all’Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti.»(Gabriele D’Annunzio, I Pastori).
Chi s’avventura per le terre d’Abruzzo alla scoperta di questa meravigliosa regione troverà numerosissime realtà dedite alla salvaguardia delle specialità regionali e dei suoi piatti identitari, preparazioni semplici e genuine come sagne e fagioli, cipollata, scrippelle ‚mbusse, piatti tipici con il famoso zafferano, spaghetti alla chitarra, pallotte cacio e uova, arrosticini, fiadoni, parrozzo… è impossibile elencarli tutti. In essi vi trovano spazio ingredienti di origine pastorale, campagnola e marinara. La morfologia della regione ha favorito di sviluppare ricette uniche e di mantenere intatte nel tempo caratteristiche originali ed esclusive. Sapori autentici che rimangono scolpiti nelle papille gustative di ogni palato. L’Abruzzo che vi racconteremo non è solo quello del cibo: è quello delle sue maestose montagne, la Maiella, la montagna madre e il Parco Nazionale del Gran Sasso e dello splendido panorama del suo litorale, caratterizzato dalla presenza di bizzarre strutture costiere: i trabocchi, una sorta di macchine da pesca su palafitte. L’Abruzzo è anche terra di personaggi illustri, romanzieri, scrittori, saggisti, artisti e filosofi come Gabriele D’Annunzio, Ignazio Silone, Ennio Flaiano, John Fante, Benedetto Croce.L’incontro sarà arricchito da una degustazione di un piatto tipico abruzzese e una sorpresa. L’iniziativa si svolgerà principalmente in lingua italiana.
In aprile ci siamo avventurati nel Taunus, precisamente a Hofheim dove si trova il ristorante 1811? Un numero da giocare al lotto? Forse. Dietro queste cifre si nasconde un ristorante italiano piuttosto particolare. Il numero indica la filosofia gastronomica del “tavolo del cuoco”, tradotto con un quanto mai accattivante anglicismo, “Chef’s Table”. 1881 significa: 1 tavolo, 8 persone, 1 menu, 1 cuoco. E che cuoco! Largo ai giovani per svecchiare la cucina italiana “tedesca”. Carmelo Riccardo Cali, di origine siciliana e figlio d’arte, offre una cucina mediterranea rivisitata, senza lasciarsi limitare da alcun cliché folcloristico. Il suo motto apprezzare e gustare la moderna cucina italiana in un ambiente spettacolare con una cucina a vista! Una formazione professionale presso la prestigiosa scuola “Jeunes Restaurateurs“ di Coblenza, cui seguono anni di tirocinio presso l‘Hotel & Restaurant Kronenschlösschen di Hattenheim, presso lo chef stellato Carmelo Greco a Francoforte, a Maiorca presso „Es Passeig“, ove riceve l’ultimo perfezionamento culinario. Cali porta nuove idee, nuovi spunti, magari anche qualche peccato di gioventù, però comunque sempre tanta voglia di provare a cambiare le cose, sicuramente in meglio. Il menù di quattro portate da noi scelto un vero e proprio viaggio sensoriale, nel quale lo chef e il suo team ci hanno preso per mano portandoci non solo metaforicamente all’origine del piatto, alla fonte primaria del pasto: Roastbeaf, Carciofi, Faraona, Cioccolato bianco. Una danza d’ingredienti di ottima qualità, un crescendo di note e sapori, delicati equilibri con una percettibile anima fusion. Siamo stati coccolati con colori, impiattamenti e ricette che sembrano melodie. Ottimi i vini, attentissimo il personale di sala, stupefacente location con la cucina open-space: gli ospiti potevano osservare ogni passaggio delle eleganti e gustosissime preparazioni. Bravo Carmelo Riccardo Cali: sei sulla strada giusta, noi ritorneremo!
ANDANDO PER MERCATI: IL MERCATO DI HÖCHST (Parte III)
Lo scorso sabato la nostra Delegazione è andata a curiosare al mercato di Höchst che, per dimensione, è il secondo mercato di Francoforte, dopo quello della centralissima Konstablerwache.
La visita, organizzata dalla nostra Accademica Marina Arnaldi-Klink, è iniziata con un buon caffè caldo nella Markthalle, al Café Reitz, accompagnato da biscottini e dolcetti preparati artigianalmente. Altri clienti e visitatori hanno preferito una ricca colazione a base di salumi e formaggi già di primo mattino. Il mercato di Höchst è sia all’aperto, in una bellissima piazza, sia al chiuso in un moderno padiglione. Si tratta di un vero e proprio mercato storico: la sua fondazione risale al 1356, anno in cui l’imperatore Carlo IV concesse a Höchst il diritto di tenere un mercato, esattamente un anno dopo averle concesso lo status di città. Il diritto di tenere un mercato a quei tempi era connesso a diversi privilegi economici, come ad esempio lo Stapelrecht (ius emporii), con il quale i mercanti che transitavano in una città erano obbligati ad esprorre per qualche giorno e a vendere le proprie merci ai locali. Höchst apparteneva all’epoca al territorio di Kurmainz, il cui sovrano era il vescovo di Magonza, uno dei sette grandi elettori dell’imperatore del Sacro Romano Impero. In origine il mercato si teneva il martedì, a partire dal XVIII secolo anche il venerdì, successivamente anche il sabato: e ancora oggi si tiene in questi tre giorni. Il mercato, che a partire dal XVI secolo aveva la sua sede davanti al convento degli Antoniani (Antoniterkloster) venne trasferito nell’attuale piazza nel 1923.
La Markthalle, venne inaugurata solo nel 1955. I prodotti venduti sono in gran parte regionali. Provengono da Griesheim, Rüsselsheim, Kriftel, ma anche dalle colline dello Spessart o della Rhön e vengono offerti direttamente dagli stessi produttori. I banchi sulla piazza vendono verdura, frutta, piantine ed erbe aromatiche, fiori, pane e dolci. Nella Markthalle troviamo carne, salumi, uova, pollame, selvaggina, formaggi e prosciutti francesi e italiani, oli e aceti, miele, legumi, antipastini sott’olio ma anche biscotti, spezie e cioccolato.