PAESE CHE VAI …

QUARESIMA CHE TROVI


Il Bretzel, pane tipico della Germania e dei paesi di lingua tedesca, pare sia la merenda piĂš antica del mondo. Nasce nel Medioevo nei conventi benedettini della Francia del Sud e si diffonde poi nel Nord Italia, in particolare nell’Alto Adige. Il termine Bretzel deriva, secondo alcuni studiosi, dal latino pretiola che significa ricompensa. Difatti, veniva dato come premio ai bambini che imparavano bene a memoria le preghiere e i versi della Bibbia. Secondo altri, il termine deriva invece dal latino brachium che significa abbraccio. La sua forma ricorderebbe le braccia intrecciate in preghiera, movimento che si faceva entrando in chiesa, inchinandosi. Si dice, inoltre, che i tre fori che caratterizzano questa antica merenda – quando si intreccia il cordone di pasta come per farne un nodo – simboleggino la TrinitĂ . Tante storie e leggende circondano questo pane e in tanti ne rivendicano l‘origine. Di sicuro i Bretzel erano tempo fa un pane dal significato prettamente religioso e simbolico: si mangiavano soltanto nel periodo tra il MercoledĂŹ delle Ceneri e la Domenica delle Palme. Erano il cibo quaresimale per eccellenza poichĂŠ preparati con ingredienti estremamente semplici (acqua e farina) che ben si adattavano alle regole del digiuno e dell’astinenza dalla carne. Poi si cominciò a mangiarli in Germania solo la Domenica delle Palme, quando li si nascondevano ai bambini che dovevano cercarli come oggi si cercano le uova la domenica pasquale. Nell’Alto Adige sono ancora una delle ricette tradizionali della Quaresima. Non a caso si chiamano Fastenbrezel, vale a dire i Bretzel della Quaresima.

Oggi, invece, in Germania i Bretzel si mangiano tutto l’anno. Diventati il cibo di strada tradizionale per eccellenza, vengono serviti dolci e salati, semplici e farciti un po’ dovunque: nei panifici, nei bar, nei chioschi, nei Biergärten, nelle feste di paese e perfino a teatro!

QUARESIMA IN CUCINA. RICETTE DI MAGRO

Col MartedÏ Grasso finisce il Carnevale. Oggi MercoledÏ delle Ceneri inizia la Quaresima. Siamo nei quaranta giorni che precedono la Pasqua. In cucina, è tempo di lasciar stare i fritti, i grassi e la carne. La Quaresima significa cucina di magro. In tempi passati cucina di magro era sinonimo di rinuncia totale alla carne. Si potevano mangiare soltanto uova, pesci essiccati (soprattutto baccalà, alici ed aringhe) e gli animali ritenuti acquatici come crostacei, molluschi, rane e lumache.
In cucina entravano anche i minestroni con le sole verdure dell’orto, le zuppe di legumi lessi, pane, polenta e pasta. Quest‘ultima però era di semplice acqua e farina, condita con sughi di olio e di acciughe al posto del ragĂš. Ci s’ingegnava: le lasagne rinunciavano al classico ragĂš di carne per essere condite con olio ed alici, mentre le paste ripiene si convertivano ad una farcia di pesce essiccato ed erbe di campo.
Alcune delle più note ricette di magro quaresimali sono: il baccalà alla vicentina, le lumache in conscia con olio e alici dell‘alta Brianza, la polenta col merluzzo del biellese, le zeppoline e i maritozzi. Ogni regione, naturalmente, ha le sue ricette, ognuna con secoli di storia alle spalle.
Buona Quaresima a chi vorrĂ  scoprirle e farle! Ma Buona Quaresima soprattutto a chi digiuna e a chi rinuncia a qualcosa!